ORTI DIPINTI

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Superficie area: 1250 mq
Superficie coltivata: 150 mq

SITO DELL’ORTO URBANO
L’orto è situato nel centro di Firenze, in Borgo Pinti 76. Il nome della via deriva dal fatto che essa ospitava già in antichità diversi conventi e monasteri, dediti alla coltivazione di ortaggi e piante officinali. Tali giardini erano così belli e rigogliosi da attirare diversi pittori che appunto li ritraevano nei loro di-pinti. Da lì il nome della via.
L’orto sorge dunque su una pistra di atletica in disuso in 150 letti rialzati da 1 mq l’uno. Lo spazio che è comunale era in realtà affidato ad un istituto (Barberi) che offre tuttora attività ricreative a ragazzi con difficoltà. E’ nata una sinergia tra l’istituto, l’associazione promotrice del progetto e ovviamente le istituzioni, nel trasformare e riqualificare quest’area urbana semi abbandonata.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO
Il luogo dove sorge l’orto è una zona asfaltata, su cui si sono posizionati i letti rialzati appoggiati a pallet. Questa soluzione permette di spostare in maniera semplice, con un transpallet, i diversi contenitori. Si è voluto scegliere materie prime e teconologie di eccellenza: ortaggi e terra biologici, tecniche di permacultura, subirrigazione con ampolle, consociazioni di ortaggi. L’ambizione è quella di creare una vera e propria “fattoria urbana” o orto didattico, dove informare e formare le persone che si vogliono avvicinare ai temi dell’ambiente e della sostenibilità in generale, nonchè abbiano voglia di ineragire con altri gruppi sociali, spesso emarginati. Oltre alle coltivazioni, vi è l’intenzione di allevare alcuni animali come pesci, conigli e galline. C’è altresì l’interesse a raccogliere e riusare le acque piovane, usare pannnelli fotovoltaici per ricaricare cellulari, organizzare eventi di diffusione della cultura di queste tematiche ambientali. I partecipanti, oltre ai ragazzi diversamente abili ospitati dall’istituto, sono cittadini comuni, stranieri, famiglie, scolaresche ed emarginati..

Cosa coltivo

GESTIONE DELL’ORTO E COLTURE
L’orto è un Community Garden, cioè un orto sociale condiviso. Questo implica che nessuno è responsabile di un singolo e proprio contenitore, bensì dell’insieme di tutti i contenitori. J. Jack Rousseau diceva: “Siete perduti se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno”. La ricompensa per chi lavora al giardino è appunto nella raccolta di alcuni ortaggi, con la unica regola del.. buonsenso. Una parte del raccolto va invece a un partner d’eccellenza e il resto verrà condiviso con pranzi e cene sociali.
Le colture degli ortaggi sono stagionali: in autunno abbiamo cavoli, cicorie, porri, cipolle, e molte aromatiche. Ma anche erbe spontanee come strigolo e sanguisorba, alberi da frutto antichi, fiori commestibili come il nasturzio. La gestione dunque è divisa democraticamente tra i volontari, in base a un calendario redatto in funzione delle disponibilità del gruppo dei coltivatori urbani.

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