Orteo

Orteo

In quella che una volta era la piazza d’armi di una caserma finita nell’oblio abbiamo incominciato a praticare il diritto all’accesso alla terra, e fatto germogliare percorsi che si riappropriano della possibilità di poter smarcarsi dalla mercificazione costante fatta sulle nostre vite, anche attraverso i nostri stomaci. In un angolo del piazzale abbiamo tolto l’asfalto per far posto a Orteo, un piccolo orto urbano che ci ha fatto fare i primi passi verso la sovranità alimentare, ci ha fatto faticare, ci ha fatto studiare, ci ha sfamato e dato soddisfazioni. Ci ha fatto conoscere altre persone con le quali condividere passioni e scambiare saperi, con le quali rimettersi in gioco e rendere l’orto un laboratorio di cooperazione e socialità. Con loro abbiamo iniziato a far crescere Orteo che è diventato un orto sociale, sinergico e autogestito con radici che scavano l’asfalto e ridisegnano la città.

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