Più rispetto per un atto di amore

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Quando Gramigna è nata 4 anni fa il Guerrilla Gardening era una pratica generalmente vista come esotica, e coloro i quali la praticavano considerati un gruppo non bene identificato di, di chi e cosa? Il nome evoca ambienti tetri e sguardi aggressivi ma poi …

Tanti articoli sui giornali con foto delle prime azioni italiane a Bologna, Milano, Cagliari, Napoli, Palermo, Roma, Torino … ed eccoli ritratti i guerrilleri che formano folti gruppi di persone colorate, con fazzoletti in testa e berretti per ripararsi dal sole, a mani nude ad imbracciare la zappa (o anche senza) nei centri delle città così come nelle periferie.

Abbiamo conosciuto i guerrilleri nel 2012, gente allegra e variegata: capelli tinti, piercing, libri universitari sotto il braccio, il cane, i biscotti fatti la sera prima, musica, tempie brizzolate, occhiali bifocali, il nipotino per mano, qualche tacco e impacciati colletti bianchi.  Voglia di vivere e molta determinazione i comun denominatori.

Ed eccoci qui contagiate. Ebbene guerrillere. Sfido chiunque ad imbattersi in un gruppo in azione e a non farsi contagiare. Per chi non lo sapesse esistono studi sociologici molto seri sul tema della partecipazione, del bene comune e la gestione partecipata del verde. Per approfondire questi aspetti basta parlare con la docente di sociologia Roberta Bartoletti.

Bologna ha ospitato nel 2013 il raduno nazionale di Guerrilla Gardening che da 40 anni si pratica in tutto il mondo. Dal comunicato stampa di Terra di Nettuno la definizione:

“Il Guerriglia Gardening è una pratica condivisa di giardinaggio libero che tende a presidiare il verde “residuale” delle città, spicchi di terra trascurati, abbandonati e per questo non utilizzati. Organizzati in tutto il mondo in gruppi eterogenei e indipendenti, dai nomi fantasiosi ed evocativi, i “guerrilleri” sono cittadini mossi dal principio di resistenza al degrado e diritto al verde.

“Ci prendiamo a cuore lo spazio pubblico per evitare che la terra di tutti si trasformi in terra di nessuno.”

 

La rivoluzione non sta nel prendere un pezzettino di strada e farci ciò che si vuole. Lo fanno in tanti per i motivi più disparati (e io penso che facciano bene tutti, ma questa è un’altra faccenda). La rivoluzione sta nella zappa perché l’idea di zappare in città è frutto del bisogno di affermazione di uomo/cittadino pensante e autonomo, che non vuole essere un semplice ingranaggio della catena produttiva.

Ebbene questo sentimento accomuna ortisti e guerrilleri e li rende intimamente rivoluzionari, ma anche ottimi vicini di casa perchè semplicemente mettono più verde a disposizione della collettività.

Molto spesso ci chiedono “Perché su Gramigna mappate gli attacchi di guerrilla?” e noi rispondiamo “perché l’attacco di guerrilla è un atto di amore nei confronti della città realizzato da persone che ci piacciono, così come il messaggio, il risultato, il gruppo e lo spirito.”

Così come i guerrilleri di tutto il mondo, anche i nostri bolognesi Terra di Nettuno sono stati corteggiati da grossi “marchi” della società: da politici, giornalisti e aziende della grande distribuzione sempre in bilico tra etica e green washing.
Senza nessuna coerenza oggi il lavoro dei guerrilleri piuttosto che essere rispettato, e i risultati esaltati, valorizzati, resi disponibili, viene messo per l’ennesima volta in discussione. Così è avvenuto che Donata sia stata più volte deturpata, spennata, “spetalata” . La novità è il Crealis.

Sono urtata dalla superficialità con la quale si approccia generalmente il tema della pulizia e della “manutenzione” delle aiuole e sono delusa da chi fa finta che Donata sia un pezzo di strada. Donata è la più bella aiuola della città e la più bella aiuola che possa esistere. Guardatela, è il risultato di un atto di amore e come tale è un luogo speciale. Accogliente, autonomo, colorato, ecologico, paesaggio per uomini e insetti, biodiverso, frutto di un progetto di cittadini.

Donata è un progetto di lungo periodo iniziato nel 2012 e curato nel corso degli anni. E’ il dono di Terra di Nettuno a Bologna e ai bolognesi. #Sapevatelo

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