OrtiAlti vince We-WomanForExpo e Padiglione Italia

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E’ uno studio di progettazione Torinese, OrtiAlti, che realizza e gestisce orti di comunità su tetti degli edifici.

OrtiAlti è un’associazione nata da un gruppo di architetti che ha esordito nel 2010 con il progetto OurSecretGarden, il primo community roof top garden italiano. Classificate al primo posto per il premio We-WomanForExpo e Padiglione Italia, abbiamo posto alcune domande ad Elena Carmagni e Emanuela Saporito, che hanno risposto proprio a tutto...

Ciao ragazze,
presentatevi in 140 caratteri
Siamo Elena ed Emanuela, architetti con la passione per l’architettura sostenibile, la rigenerazione urbana e il buon cibo.

Chi sono secondo il vostro punto di vista i nuovi contadini della nostra era
Sono per lo più giovani cittadini, che in modo sempre più consapevole e responsabile si adoperano per ricostruire in maniera innovativa quel legame storico tra città e campagna, tra cultura e natura, tra le comunità e il loro territorio.

Quali sono gli ortaggi o le verdure commestibili che principalmente inserite nel vostro progetto
In generale vegetali a foglia (tutti i tipi di insalata), erbe aromatiche, pomodori, zucchine, ..in generale i vegetali che non hanno bisogno di molta terra per crescere (noi in genere lavoriamo con substrati di terriccio di circa 20 cm di spessore).

Quanto si può produrre su un tetto?
La produttività di un orto sul tetto dipende ovviamente dalla dimensione della superficie coltivata. In generale, facendo una stima a partire dal nostro orto prototipo a San Salvario (circa 40 mq di superficie coltivata), possiamo dire che 100 mq di orto coltivato a pomodori, può produrne fino a 300 kq all’anno!

la stagionalità degli ortaggi, come si integra in un dispositivo di rigenerazione urbana. In altri termini d’inverno cosa succede nell’orto alto?
La nostra idea è prima di tutto quella di recuperare delle superfici costruite e inutilizzate, come i tetti piani, e restituirli agli abitanti come nuovi spazi di socialità. Per questa ragione la funzione degli Ortialti è, sì, quella produttiva, ma non solo. Questi luoghi sono pensati per funzionare come spazi collettivi (quindi non solo pubblici e non solo privati), sui quali si possano organizzare attività culturali che permettano in alcuni giorni specifici di aprire lo spazio a tutti: workshops di giardinaggio (quindi come curare le piante ecc.), attività educative legate al tema del consumo alimentare critico e della sostenibilità ambientale, o ancora eventi culturali come reading, concerti, happening di vario genere …

Cos’è la rigenerazione urbana nella vostra città, la PA investe in progetti di verde urbano?
Torino è una città che ha investito molto in progetti di rigenerazione urbana. A partire dalla seconda metà degli anni ’90, con il progetto The Gate a Porta Palazzo (un quartiere centrale particolarmente degradato e conflittuale) e poi con il Progetto Speciale Periferie, la PA ha avviato numerosi interventi per la riqualificazione integrata dei quartieri più in difficoltà. L’attenzione è stata però principalmente rivolta al recupero dell’edilizia pubblica e convenzionata, affiancata ad attività importanti di accompagnamento sociale. Il progetto del verde come strumento di rigenerazione è forse un tema che potrebbe essere esplorato e sperimentato maggiormente, nonostante in città siano attivi alcuni progetti che sono interessanti in questo senso: primo fra tutti il PAV (parco di arte vivente) e poi il piano T.O.C.C. (Torino città da coltivare), che individua lotti per la coltivazione ad orto destinati ai cittadini in alcune aree periurbane.

Chi sono i vostri clienti
Noi ci rivolgiamo a chiunque abbia un edificio con un tetto piano e una comunità di abitanti/utilizzatori di riferimento, siano essi condomini, centri commerciali, hotel o ristoranti, aziende; ma anche scuole, biblioteche, centri sportivi o edifici del terzo settore.

(se possiamo) riusciamo ad avere un’idea dei costi di progettazione e realizzazione
Ogni nostro intervento è un progetto unico, che nasce attraverso un percorso partecipato in cui gli utilizzatori vengono coinvolti sin dalle fasi di progettazione. A questa fase segue un lavoro tecnico di produzione delle pratiche necessarie alla realizzazione dell’orto e poi la fase costruttiva.

In generale, possiamo dire che il costo di progettazione e coordinamento del cantiere si aggira intorno ai 70 euro/mq mentre il costo di realizzazione e’ di 100 euro/mq.

 

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