#epicfail e #greenwashing, GGD donne_geek_green

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18 maggio 2013″Il lato verde del web” @SenapeVivaioUrbano  Bologna

 

In occasione dell’apertura della nuova rubrica del nostro blog dal titolo “Bologna città degli orti”, intervistiamo una realtà cittadina molto attiva sul tema dell’inclusione digitale. Abbiamo chiesto loro di parlarci di partecipazione attiva e GREENWASHING alle GirlGeekDinner di Bologna.

 

1. Ragazze, cosa sono e perchè esistono le GGD nel mondo.  Ci raccontate la vostra esperienza sul territorio: Bologna-Italia-Mondo.

Ciao Gramigne!
Girl Geek Dinners Bologna è una associazione no-profit di promozione sociale che promuove Internet come driver di democrazia, libertà e cultura.

Organizziamo tantissime iniziative diverse, ma soprattutto momenti formativi e di confronto per promuovere l’alfabetizzazione digitale. Lavoriamo in stretta collaborazione con le Istituzioni sul nostro territorio per facilitare le iniziative atte a combattere il digital divide, per promuovere l’inclusione digitale e avvalerci di Internet come strumento di emancipazione per le donne.

Incoraggiamo eventi, riunioni e conferenze per cercare di coinvolgere le donne con la tecnologia e nuovi media.

La prima GGD è nata nel 2005 grazie alla lungimiranza di Sarah Blow, una londinese ingegnere che si è prefissata un obiettivo molto importante su cui fino ad allora nessuno aveva fatto una riflessione: far conoscere e unire le donne che lavorano nel settore dell’IT, new media e hi-tech. Noi svolgiamo questo sul territorio bolognese, ma GGD si trova in tante altre città italiane (Milano, Roma, Urbino, nel Nord-est, Campania, Romagna, ecc…) e nel mondo (Inghilterra, Irlanda, Germania, Belgio, Olanda, Grecia, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Malaysia, USA). Il nostro sogno è vedere i gruppi GGD nascere e prosperare in ogni Paese.

2. Gramigna era presente con OrtoShot al vostro ultimo evento di maggio “Il lato verde del web”. Com’è nato questo tema e quali sono state le vostre riflessioni dopo avere ascoltato le testimonianze di Terra di Nettuno-guerrilla gardening, FiloCorto e Grow the planet?

L’attenzione per l’ambiente sta crescendo in modo esponenziale attorno a noi, questo sicuramente avviene a fronte dei segnali di emergenza ecologica mondiale ma è dato sempre di più da consumatori che stanno diventando (giustamente!) esigenti e consapevoli che è l’ambiente a offrire le più appassionanti “visioni” di rinnovamento e aumento di opportunità occupazionali: abbiamo scelto questo argomento perché è nell’aria ormai da molto tempo e ci sembrava giusto affrontarlo come “topic” della nostra serata, che ha unito ecologia a tecnologia, grazie anche al fortunato incontro con i ragazzi del vivaio Senape, una location 100% green nel cuore di Bologna. Grazie agli interventi che abbiamo potuto ascoltare, abbiamo capito ancora meglio che la

“green economy” (e con questo definiamo tutto ciò che può essere racchiuso nel significato di “coscienza verde” oggigiorno) vede un profondo cambiamento di tantissime prassi quotidiane, ma soprattutto la nascita di nuove figure professionali.

Si tratta di professionalità legate alle tante sfaccettature della “riorganizzazione” su base ecologica del mondo che ci circonda: mobilità, sistema alimentare, stili di vita e gestione eco-sensibile delle infrastrutture attente alla natura. Tramite le attività della nostra associazione, cerchiamo modi per dare alle donne strumenti sempre adeguati e aggiornati per fare fronte alle professionalità che evolvono, per cui gli interventi dei vari speaker sulle relative attività, ci hanno convinto ulteriormente della bontà dei nostri intenti e ci hanno spronato ad attivarci ancora di più sul territorio per dare supporto a chi desidera avvicinarsi a questa filosofia.

3. Secondo voi partecipazione/attivismo, web e orti cosa hanno in comune? quali rapporti legano oggi il web e orticoltura urbana?

Il web è il più grande amplificatore sociale a nostra disposizione. Il ritorno alla terra passa anche attraverso la rete di rapporti che si creano online. Le persone attraverso la rete si informano, sensibilizzano e vengono sensibilizzate a tutti i temi cari al Green.

L’attivismo oggi passa anche e soprattutto attraverso i network di informazione e diffusione dei nuovi media, che ci permettono di dialogare e confrontarci anche con chi è fisicamente lontano da noi, ma con noi condivide un ideale o uno stile di vita. La Rete come gli orti ha bisogno di cura e attenzione, si deve scegliere di cosa parlare e come farlo, perchè se seminiamo senza prestare attenzione, anche il nostro raccolto ne risentirà; anche in rete ciò che semini porterà a un raccolto. Web e orticoltura in questo momento hanno in comune la voglia delle persone di condividere uno spazio, di coltivarlo con amore e dedizione e di sapere, informarsi e poter scegliere, sia cosa mangiare, sia come ci si possa occupare della terra.

4. Nel mondo della comunicazione on e off line si è affermato il green marketing come mezzo e come fine per promuovere le aziende. Secondo la
vostra esperienza è una moda passeggera? Esiste un enorme dibattito sui comportamenti scorretti di alcune aziende che promuovono in  comunicazione azioni “sostenibili” per poi operare nei mercati in modo spregiudicato e devastante per l’ambiente. Vi siete mai imbattute nel
greenwashing? Cosa ne pensate?

Come per ogni opportunità esiste una contropartita. Il Greenwashing è una delle conseguenze negative di questo evidente desiderio della comunità di parlare e di vivere consapevolmente queste tematiche, e la consapevolezza delle aziende che questa può essere una leva di marketing fortissima su cui puntare. La rete come cassa di risonanza per tutte le azioni di comunicazione dei brand ovviamente è in grado di dare grande visibilità ad ogni azione anche minima, ma allo stesso tempo gli utenti e i consumatori sono molto più attenti a questi temi e al modo in cui le aziende li affrontano, e d’altro canto usano la rete per segnalare i cosiddetti brand Greenwasher e i loro #epicfails :)
Non ha forse più senso parlare di moda passeggera, dato che da ormai più di dieci anni i temi della responsabilità sociale sono uno dei punti cardine dei piani di investimento in comunicazione delle aziende; piuttosto bisogna distinguere tra aziende serie e aziende che invece si preoccupano solo di dare grande visibilità a buoni propositi, per poi agire in modo devastante o disinteressarsi completamente dell’impatto che hanno sulla terra. Nel corso degli anni ci è capitato di incappare in alcune di queste, ma per fortuna sempre tramite l’informazione e la rete. La scelta dei nostri partner è sempre molto attenta e accurata, infatti, anche per questa ultima GGD13 abbiamo scelto Mutti S.p.A che ci ha raccontato del suo impegno concreto nella riduzione delle emissioni CO2 e dell’impronta idrica!

Ringraziamo le GGDBologna e continuaiamo a seguirle:
http://www.girlgeekdinnersbologna.com

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