In Tanzania si coltiva con amore, Tulime raccontato da Andrea Cardoni

In Tanzania si coltiva con amore, Tulime raccontato da Andrea Cardoni

Andrea Cardoni (@andrea_nip) è un giornalista free lance che scrive per chefuturo.it, vita.it, affrica.org e per altre testate online. Andrea è un viaggiatore entusiasta della vita. E’ un irresistibile vulcano di energie vitali che collegano la Sicilia a la Tanzania e al resto del mondo, come la gramigna :).
Andrea ci spiega cosa e perchè si coltiva a Pomerini tra orti e pescheti, quando l’amore per l’uomo si trasforma in amore per la terra. E la terra ringrazia!

Tutte le storie nascono da un seme. I semi nascono da incontri. E gli incontri nascono dalla voglia di far nascere altre storie.
Il seme di Tulime è stato piantato undici anni fa in un villaggio dell’altopiano di Iringa, in Tanzania, a circa 1800 metri sul livello del mare. Un villaggio che la gente del posto chiama Ng’uruhe (letterale: “terra rossa”). L’incontro con la terra rossa e con il suo popolo di contadini ha ispirato la volontà, da parte di un gruppo di ragazzi guidati da un agronomo, di fare qualcosa per la gente di Ng’uruhe. È una storia semplice, nata dall’empatia con un popolo lontano e con una terra tutt’altro che facile: questo è stato il seme che ha fatto nascere Tulime, che in swahili vuol dire “coltiviamo”! E coltivare è stato il primo capitolo di questa storia: piantare alberi a rapido accrescimento per la produzione di legna da ardere per permettere alle persone dei villaggi di riscaldarsi e cucinare. La situazione dei villaggi dell’altopiano è può anche raccontare tutto un continente: una situazione statica in una terra con grandi ricchezze e potenzialità, non solo dal punto di vista delle risorse naturali, ma anche culturali e umane. Sia in Italia che in Tanzania, il miglioramento della vita quotidiana delle persone attraverso singoli progetti è stato il filo conduttore di tutta le storie che sono nate da quel primo seme.
Nel 2010 in concomitanza con la Giornata mondiale per l’ambiente, la Tanzania ha conferito a Tulime onlus il “Premio del Presidente per la conservazione delle fonti d’acqua, piantumazione e cura degli alberi”. Si legge nella motivazione del premio che Tulime «si è distinta per l’impegno riguardo la conservazione dell’ambiente».

Il distretto ortofrutticolo

Nel 2008 Tulime ha intrapreso un progetto ambizioso, quello di realizzare un “distretto frutticolo” presso l’altopiano di Iringa, nato dalla constatazione che in alcuni mesi dell’anno (periodo umido) la disponibilità di vitamine per la popolazione locale era scarsa. Avendo osservato la presenza di piante di pesco su questo altopiano introdotte durante la dominazione tedesca all’inizio del XX secolo, gli agronomi e gli esperti di Tulime hanno pensato di creare dei pescheti specializzati per produrre frutta. La fruttificazione di questa coltura, tipica dei climi temperati, è dovuta alla notevole altitudine di questo altopiano (1800/2000 metri s.l.m.) che consente il giusto accumulo di ore di freddo utili alla fioritura. Diversamente da quanto accade in climi temperati, la fioritura del pesco si ha ad agosto e la maturazione dei frutti nel mese di febbraio, nel pieno periodo delle grandi piogge. Nel 2010 è stato costruito il primo pescheto sperimentale utilizzando germoplasma locale. Sempre durante il 2010, al fine di meglio caratterizzare la climatologia locale, abbiamo installato una stazione meteorologica, ed è stato eseguito uno studio pedologico in partenariato con il Ministero dell’Agricoltura tanzaniano. I dati raccolti hanno consentito ai tecnici di Tulime e ad alcuni docenti della facoltà di Agraria di Palermo di individuare dei portinnesti e delle cultivar a basso fabbisogno in freddo, internazionalmente riconosciuti che potessero meglio adattarsi alle difficili condizioni locali: negli ultimi anni, a causa dei cambiamenti climatici, si sta assistendo ad un progressivo degrado della produttività dei terreni (United Republic of Tanzania – National Adaptation Programme of Action – NAPA – Division of Environment, January 2007). I futuri frutteti oltre a svolgere una funzione produttiva (a vantaggio dei bisogni locali), svolgeranno una importantissima funzione dimostrativa a vantaggio dei futuri produttori locali che saranno attratti da investimenti nel settore frutticolo, incrementando cosi l’estensione del distretto frutticolo di Iringa: Tulime, nei confronti di questi, si porrà come organo consulente riguardo la tecnica colturale da adottare, stimolando forme di associazionismo fra i produttori.
I risultati dell’ultimo rapporto (2012)
– Durante i due anni di sperimentazione, potranno essere innestati varietà di pesco chiamate Lolita e Jonia (già presenti nei campi sperimentali)
– Riguardo agli agrumi, tutte le combinazioni sperimentate nel villaggio hanno mostrato una ottima capacità di adattamento: in meno di due anni, alcune hanno prodotto circa 20 kg di frutta. Tra meno di cinque anni potremo raggiungere la produzione pari o superiore ai 40-50 kg/pianta.
I risultati ad oggi ottenuti consentono di affermare che la diffusione delle specie frutticole fin qui descritte nell’altopiano di Iringa in coltura specializzata è possibile con successo. Con questo riusciamo a migliorare le condizioni di sicurezza alimentare locale e di permettere agli agricoltori locali di iniziare attività imprenditoriali finalizzate alla commercializzazione di frutta.

Come coltiviamo: in Tanzania

Oggi Tulime coltiva la cooperazione di comunità in undici villaggi dell’altopiano: portando avanti lo spirito con l’ujamaa, questi potrebbero essere considerati “villaggi di sviluppo” in cui il lavoro della comunità è finalizzato alla creazione di benefici per la comunità stessa. un sistema che è cresciuto nel tempo e che, come caratteristica principale, ha quella di attecchire ed espandersi di villaggio in villaggio. La richiesta, in costante crescita, da parte delle comunità circostanti, è il segno che i progetti che sono stati messi in atto sono efficaci e migliorano realmente la vita delle persone.

Il lavoro congiunto di Tulime e Ma.wa.ki. ha portato alla realizzazione di progetti che hanno coinvolto sempre più persone e ha ampliato le aree di intervento: i progetti di Tulime riguardano, ad esempio, gli interventi strutturali delle scuole l’erogazione di borse di studio ai ragazzi con meno possibilità economiche per studiare e di tante altre soluzioni per l’accesso all’istruzione. Così è anche per il supporto sistema sanitario che ha beneficiato dei finanziamenti ai dispensari dislocati nei vari villaggi, al sostegno alle partorienti e alle tante persone affette da HIV e alle partorienti che, da quasi due anni, usufruiscono di un’ambulanza per arrivare all’ospedale più vicino (a circa 60 km di strada sterrata). Altri progetti riguardano il sostegno agli allevatori e all’apicoltura, al sistema economico e all’imprenditoria locale.

La riproposizione del principio di autodeterminazione in chiave cooperativa sta favorendo la riscoperta, da parte delle comunità locali, della fiducia in se stesse con la prospettiva di una ripresa in mano del proprio destino. Una cooperazione che mira al miglioramento della vita quotidiana delle popolazioni locali e che cerca di prevenire le emergenze umanitarie. Questo richiede uno sforzo costante da parte di tutte le persone che fanno parte di questa storia.

Ci sono storie che fanno nascere altre storie: Tulime ha favorito anche la nascita di un’associazione locale: nel 2004 infatti è nata Ma.wa.ki. (l’acronimo di Shirika la Maendeleo ya Watu wa Kilolo – “Associazione per lo sviluppo delle persone di Kilolo”). Alla base dello statuto di Ma.wa.ki ci sono le caratteristiche e tutto lo spirito comunitario dell’ujamaa (“famiglia allargata”): il progetto politico, economico e sociale che propose negli anni Sessanta il padre della patria Julius Nyerere. Lo spirito è lo stesso che ha spinto la Tanzania a diventare indipendente e a cercare di promuovere azioni e progetti nel segno del principio dell’autodeterminazione. Il processo di cooperazione tra Tulime e Ma.wa.ki.è semplice: Ma.wa.ki. rileva i bisogni della popolazione locale. Insieme a Tulime prova a studiare una serie di azioni e progettualità per andare incontro ai bisogni. Tulime presta il supporto di risorse umane specializzate e il finanziamento del progetto.

Come coltiviamo: le attività in Italia.

Nell’ottica di avviare nuove forme di cooperazione, Tulime ha costruito, in Italia, una rete di persone e di gruppi (scuole, classi, gruppi di amici, colleghi d’ufficio, ecc.) che realizzano un sistema di cooperazione e di sostegno verso le comunità tanzaniane. Gruppi di persone che da quel momento si riuniscono con una motivazione precisa e che trasformano la solidarietà in una condivisione di un percorso di co-sviluppo e un’occasione di crescita personale e di gruppo. L’adozione del villaggio è una formula sostituisce nella sostanza all’adozione della persona al fine di supportare un’intera comunità anziché un soggetto singolo.
Tulime offre la possibilità di trascorrere 20 giorni in Tanzania all’insegna della scoperta di luoghi, persone, culture speciali. Un viaggio verso la consapevolezza nelle terre dove vengono realizzati i progetti di Tulime. Oltre a tappe con safari e visite a luoghi incontaminati, il viaggio offre quel qualcosa in più che lo rende unico: capire, toccare, assaporare l’Africa, le sue culture, i suoi canti e le sue speranze grazie al contatto diretto con i progetti Tulime. Tutto il viaggio è caratterizzato dal rispetto dell’ambiente, della sostenibilità (anche dei costi) e della valorizzazione delle comunità locali attraverso la conoscenza e il contatto.

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