Prati di Caprara e Demanio, una ciambella senza buco

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27 ettari di parco negati alla cittadinanza che rischiano di “esplodere”

Un ettaro puoi immaginarlo un quadrato di 100 metri di lato
1 ettaro = 10.000 metri quadrati

27 ettari = 270.000 metri quadrati

Sono cittadina di Bologna, abito nel quartiere Porto, ho fatto richiesta di un orto (prima che finissero di essere disponibili) e ho avuto la fortuna di ottenerlo.

Quindi sono legittimata a parlare della questione dei Prati di Caprara per ben 3 ragioni.

Come ortista: da anni è previsto uno spostamento degli orti nell’ambito del Piano Strategico Comunale approvato nel 2008, di conseguenza sono bloccati investimenti basilari, per esempio i lampioni di illuminazione esterna.
Come abitante del quartiere: via Saffi/via Emilia Ponente costeggiano la zona enorme praticamente abbandonata che negli anni diventa sempre più trascurata, sporca, impervia pur essendo centrale e strategica per la connessione con zone importanti della città come aeroporto e ospedale, solo per citarne alcuni.
Come cittadina di Bologna mi chiedo: dov’è finito il progetto del parco più bello e grande di Bologna?

Perchè mi guardo attono verso la rete che costeggia i Prati e che li divide dai luoghi della mia vita quotidiana e continuo a leggere i soliti cartelli  “Zona controllata” “Zona militare”??? Non sarebbe più corretto parlare di Ex Zona Controllata/Militare?

La storia è intricata ma provo a fare un sunto con l’aiuto del documento scritto dalla presidente del quartiere Porto Elena Leti in occasione di un incontro presso gli uffici del Demanio.

http://www.comune.bologna.it/media/files/odg_582012.pdf

Da un accordo firmato nel 2007 l’enorme area dei Prati di Caprara (di 27 ettari) è passata in gestione dal Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio ma l’Ente non sta procedendo alla bonifica relativa agli ordigni bellici, in quanto la tipologia della bonifica, ovvero la profondità dei controlli, è molto costosa e viene commisurata al tipo di destinazione d’uso che si vuole attribuire al terreno. Ma per conoscere l’uso specifico si deve aspettare un progetto dettagliato che si chaima PUV (non ho capito però quando questo PUV arriverà…)
Negli ultimi mesi l’Amministrazione Comunale ha suggeritro all’Agenzia del demanio interventi di bonifica parziale, per i quali quest’ultima si è dichiarata disponibile. Si tratta di creare una rete di strade interne all’area che consentirà alle forze dell’ordine di presidiare la zona, in qualche modo… ma è pur sempre qualcosa…
“Il presidio dell’area costituisce, infatti, premessa indispensabile per un successivo, eventuale, accordo con l’Ammnistrazione comunale che consenta l’uso temporaneo di parte dell’area destinata a verde pubblico dal PUV. Tale possibilità (uso temporaneo in attesa che maturino le condizioni di valorizzazione dell’ambito) è
stata inclusa nella bozza del nuovo accordo integrativo del PUV che il Comune si accinge a siglare prossimamente con il Demanio….” In questa frase si fa accenno al fatto che il Quartiere si offre di “investire” in progetti sull’area ma, giustamente, non prima della bonifica militare!

Aspettano … anche io aspetto … anche i cittadini aspettano …

Quindi è un problema di denaro mentre il comitato direttivo degli orti è in grande difficoltà!
Ordigni bellici, strutture in amianto, vegetazione da foresta nera che non consente alcun tipo di controllo, bivacchi e accumuli di sporcizia e spazzatura datata anni.
Tutto questo accanto al mio orto (furti e pericoli vari), sotto casa mia, al posto del più bel parco cittadino.

Una unica domanda da porre al dr Uzzo è: per quanto tempo ancora? aspettando non cambia nulla!!

Io sinceramente vi invito ad aprire il documento nel quale si legge chiaro e tondo che Ospedale, esercizi pubblici e cittadini sono indignati ed esasperati dal degrado. E che l’Agenzia del Demanio nella persona del Dr Riccardo Uzzo Filiale Emilia Romagna, si impegna a finanziare un investimento minimo ed immediato per bloccare l’inasprimento del degrado.

E si rimane in attesa…speriamo che il dr Uzzo si ricordi dell’impegno preso!!

http://www.comune.bologna.it/media/files/odg_582012.pdf

3 risposte a “Prati di Caprara e Demanio, una ciambella senza buco”

  1. Fante di Fiori

    Tanto per avere – se ce ne fosse bisogno – una conferma di quanto dannoso sia, nel tempo, qualunque cosa abbia a che fare con la guerra e gli armamenti.

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  2. Anonimo

    eeehhh già….

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  3. Il valzer dell’anziano | Orto urbano a Bologna

    […] Giocando e ballando, giovani e anziani hanno dato vita ad un sogno dalla faccia di carciofo e il nome di cipolla. Il Progetto Cipolla è frutto del Comitato Orti Prati di Caprara composto da una varietà umana affascinante, corretta, di buona volontà, che compensa utopia e realismo nella certezza che la zona verde dei Prati di Caprara possa presto essere offerta a disposizione dei cittadini. […]

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