Anche Gramigna è intelligente

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L’invasione degli orti a Bologna: crowdmapping, relazioni sociali e spazi comuni ritrovati. Ad un anno dalla nascita, Gramigna è più di un progetto di mappatura degli orti in città: un contenitore di bisogni e un generatore di idee.

Gramigna e Biodivercity sono stati selezionati da Iperbole2020 per presentarsi lunedì 29 alle 10.30 presso lo stand “Bologna Smart City”, progetto frutto della collaborazione tra Comune, Università di Bologna e ASTER.
Pubblica amministrazione, ricerca scientifica e mondo privato sono interessati a orti e biodiversità, crowdsourcing e studenti.

Perché? Perché in “Bologna Smart City” si parla della Bologna che è, e di ciò che sarà.
E perché quello che sarà è frutto delle scelte di oggi. Siamo tutti responsabili. I cittadini del terzo millennio hanno modo di incidere direttamente nella società grazie alle tecnologie, al digitale. E’ un mondo di partecipazione fatto di rete e di connessioni. Semplice ma non scontato, e fa piacere sapere che c’è consapevolezza nella PA.

La nostra premessa è che Bologna si distingue per la forte vocazione all’orticoltura urbana. Migliaia di orti costellano la città tra terreni comunali e aree private. C’è persino chi occupa spicchi di terra inutilizzati, orti abusivi tra le strade trafficate del centro o in zone prettamente residenziali. Chi non possiede la terra coltiva sul balcone.

Ma perché piacciono tanto gli orti?
Sono una preziosa fonte di vita.
Sono il miglior passatempo perché ci portano a contatto con la natura, alla riscoperta di tradizioni oramai quasi perdute, consentono di risparmiare sulla spesa alimentare e di nutrirsi meglio, seguendo la naturale stagionalità degli ortaggi ed evitando prodotti nocivi alla salute.
Sono anche luoghi d’incontro e di relazione.
Ma, se gli orti ci sono sempre stati, oggi rappresentano qualcosa di più.

Fare orto è solo ritornato di moda o si tratta anche di altro?
Stanchi dei falsi bisogni e sempre insoddisfatti, ci riscopriamo felici di ridurre i consumi ed imbracciare la vanga. L’uomo di città desidera produrre da sé ciò di cui ha bisogno. L’orto come espressione quotidiana di gioia e creatività. Autodeterminazione di sè stessi nella società.

Nella pagina di presentazione di Gramigna si legge:

Gramigna è la mappa nata dall’esigenza di capire quanto verde autogestito esiste in città e nelle zone limitrofe.

Fare in modo che l’interesse dei singoli si trasformi in testimonianza pubblica e capitale sociale, un insieme di conoscenza, relazioni e scambi.

I “nuovi contadini” rappresentano una potenziale comunità di individui che condivide bisogni e principi, primi tra tutti il rispetto per la natura, la riduzione dei consumi e l’auto produzione.

Chi coltiva il proprio orto sviluppa un personale rapporto con la natura e il cibo, sperimenta forme di produzione e consumo alternative (o complementari) alle strutture economiche centralizzate, dà esempio di pratiche ambientali sostenibili.

Nostri ospiti durante i 50 minuti di full immersion sugli orti in “Bologna Smart City” saranno, Roberta Bartoletti, sociologa, Università di Urbino Carlo Bo, che ci parlerà dell’agricivismo come nuova pratica di consumo critico e partecipazione della “cosa pubblica”; e Giorgio Pirazzoli, responsabile del Mercato della Terra dovrebbe presentare un progetto in fase embrionale, un esperimento di gestione del verde pubblico dal basso.

Programma completo degli interventi di Bologna Smart City

L’ingresso alla fiera è libero.

Una risposta a “Anche Gramigna è intelligente”

  1. call girls Paris

    Argomento Matchless, è molto interessante per me)))) team grazie http://www.girlgeekdinnersbologna.com

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